Siamo tutti dispersi nel caos, non sappiamo più dove girarci, non sappiamo

più cosa pensare, non conosciamo più nessuno, ci sentiamo soli, circondati

da persone che non potranno mai capirci.
"Solo, voglio restare solo, non importa per quanto, non importa perchè,

voglio semplicemente essere lasciato in pace", questo è il passo successivo,

trovare un posto nella realtà o nella nostra mente, in cui sdraiarci e

smettere di pensare, di muoversi, di aprire gli occhi, di respirare e di far

battere il nostro cuore.
Sì, purtroppo ne siamo già tutti consapevoli, certi posti faticano ad esistere

persino nelle nostre idee più recondite, figuriamoci nella realtà, ma questo

non ci impedisce di provare a fantasticare di nuovo, perchè…
…perchè dopo non c’è nient’altro, più in là non c’è una strada, non ci sono

ponti che legano due lembi di terra, non ci sono navi per attraversare il

mare, non c’è un aereo per solcare il cielo, ci siamo noi che guardiamo in

basso, l’enorme voragine che si apre davanti ai nostri piedi, buia e

silenziosa.
Siamo fragili, egoisti, deboli, con complessi di inferiorità, narcisisti, vediamo

solo quello che ci fa comodo, pieni di pregiudizi, puntiamo immediatamente il

dito, lo ritiriamo altrettanto velocemente, chiediamo scusa, vogliamo delle

scuse, ci sentiamo soli, ci sentiamo appagati, vogliamo stare con qualcuno,

vogliamo stare da soli,non ci basta niente.
Tutti questi aggettivi compaiono almeno in parte, in ognuno di noi, ne

plasmano il carattere, la personalità, ne influenzano il modo di agire, ci

costruiamo dietro dei significati complessi, dei dogmi, dei preconcetti

imprescindibili, diventano talmente grandi e possenti che li usiamo come

nascondigli, come buone scuse per farci perdonare, e nei casi

peggiori…diamo una identità ad uno stato d’animo, come se fosse una

persona a se stante, come se volessimo nuovamente dare la colpa a

qualcuno e pur di non darla a noi stessi, la affidiamo a qualcuno o qualcosa

che nemmeno esiste se non nella propria testa.
Questo avviene in ognuno di noi, vittima o carnefice che sia, sono

meccanismi così semplici che possono avvenire contemporaneamente anche

in uno solo di noi, possiamo essere sia vittima che carnefice di noi stessi,

senza giochi di parole.
Studiare il nostro comportamento, osservare le nostre azioni, spesso non

serve a capire noi stessi ma ci aiuta a costruire nuove e meravigliose scuse,

sempre più articolate, creando una coltre fitta di nebbia nella quale i nostri

peccati, come per incanto, svaniscono.
Siamo sempre in cerca di un nascondiglio, convinti che qualcuno ci stia

cercando, non ci si può nascondere, al massimo si può fuggire, ma anche

questa è un illusione, non c’è nessuno che ci insegue, siamo noi che ci

inseguiamo da soli, siamo noi che creiamo le nostre paure, noi che le

distruggiamo, noi che le incentiviamo, noi che le nascondiamo, noi che le

proviamo.
Un incubo, viviamo in un incubo, senz’altro è questa la verità, senz’altro è

questo che vogliamo sentirci dire, un sogno che si trasforma in un incubo

quando le cose girano male, quando gli altarini si (ri)scoprono, quando i

nostri occhi si aprono veramente per qualche istante e vediamo la realtà dei

fatti, non ci piace e li chiudiamo più serrati di prima.
Succede sempre,non riusciamo a tenere gli occhi aperti perchè la realtà ci

fa male, frase vera persino nella realtà effettiva.
Chi vuole farsi del male? nessuno, molto meglio chiuderli ed ascoltare le

lancette dell’orologio che ticchettano senza sosta, mentre la nostra mente

crea l’illusione successiva, costruisce la realtà nella quale viviamo, nella

quale vogliamo vivere.
La nostra mente..ironico, la mente mente, chiamare per nome una cosa e al

contempo darle anche un significato diverso, lo stesso nome le conferisce

una definizione inequivocabile.
Definizione che non ci risulta vera, della quale non notiamo l’esistenza, per noi la mente è il nostro cervello, è l’interno astratto di esso, sono le nostre idee, le nostre volontà, le nostre emozioni.
Tutto questo, il nostro essere, è solo una menzogna?
Domanda spaventosa, rispondere "no" è la scelta più puntata, poichè rispondere "sì" equivarrebbe ad accettare una realtà infernale, ma forse è proprio questo che ci manca, è proprio accettare l’idea, il concetto, che noi ci siamo costruiti da soli in un mare di menzogne create sempre da noi stessi.
Menzogne che ci hanno portato ad essere ciò che siamo oggi, che siamo stati e che saremo nel futuro, bugie, semplici bugie dette con sincerità magari ma sempre bugie, le nostre fondamenta, le nostre colonne portanti , così solide, così vere, così grandi, sono falsità enormi.
Noi viviamo su di esse, abbiamo costruito le cose a noi più care su di esse, poggiamo su ogni colonna di menzogna un oggetto fragile, vero,dolce,affettuoso, che ci fa stare bene, che ci fa sorridere, lo poggiamo su di esse, convinti che sia un luogo sicuro, un luogo reale, che siamo noi.
Ma a questo punto noi chi siamo?
Torniamo alla domanda di prima, il nostro essere è una menzogna?
Rispondere a questa domanda ci aiuterà a capire come comportarci, rendersi conto di qualcosa non significa accettarla automaticamente, ma almeno abbiamo fatto un passo in avanti.
Anche se rispondiamo di "sì" è sicuro che domani ci siamo creati un altra personalità, forse più falsa della prima, è sicuro che siamo ancora da punto a capo, che avremo gli stessi problemi, che faremo gli stessi errori, ma allora cosa cambia?
Perchè dovremmo rispondere ad una domanda così inutile che non ci cambierà la vita?
Perchè veniamo dal caos, ci accorgiamo di esistere soltanto quando ci facciamo male, quando le cose non sono al loro posto, quando qualcuno ci da uno schiaffo, quando ci rispondono male, quando perdiamo una persona cara, quando un amicizia finisce, quando un amore barcolla, quando ci sentiamo emarginati, in questi momenti cadiamo sulle nostre ginocchia, rannicchiati con le mani sul volto in un espressione di disperazione mista a rabbia, lacrime miste a sorrisi isterici, convulsioni represse, forza soppressa.
Dobbiamo rispondere a quella domanda per creare un nuovo inizio, per la nostra buona volontà, per cercare di fare ordine, per capire chi siamo, cosa facciamo e dove vogliamo andare, non è importante tanto la risposta quanto il fatto di "rispondere" di voler rispondere, di aver compreso cosa significa rispondere, di aver capito che bisogna mantenere la risposta data, come fosse una promessa.

E’ così che funziona la nostra vita, dobbiamo scendere a bussare nella porta del nostro cuore che custodisce la nostra parte più recondita del nostro essere, quella che nessuno ha visto e forse che non vedrà mai, quella che ci ricorda chi siamo e da dove siamo venuti, quella parte che abbiamo chiuso così in basso, così in profondità, tanta profondità quanta è la paura nel farla emergere, per darci una risposta, per ricordarci la risposta.
Iniziamo da lì, accettiamo che degli altri non ce ne importa nulla, che esistiamo solo noi, che vogliamo esistere solo noi,non mandiamo messaggi a nessuno, non cerchiamo messaggi da nessuno, rendiamoci veramente conto del nostro egoismo e smettiamola di chiedere scusa o di pretendere scuse da chiunque, la vita dobbiamo viverla da soli, soprattutto in questi momenti, la vita la viviamo da soli anche se qualcuno ci accompagna, dimenticare che siamo da soli equivale a farsi più male nella prossima caduta, dove prima ci sbucciamo un ginocchio e poi ci rompiamo la gamba, fino a peggiorare ulteriormente la situazione.

Non c’è rabbia ad un certo momento, non c’è amore, non c’è compassione o comprensione, non c’è affetto e non c’è odio, in quel momento ci siamo noi, ci sono IO, capisci? ci sono io, io e basta, la seconda e la terza persona, plurale e singolare, svaniscono, rimango semplicemente io e IO devo chiedermi che razza di persona sono e che razza di persona voglio essere.

Prima scendiamo le scale buie e fredde che portano dentro noi stessi per darci da soli la risposta che vogliamo e prima torneremo nella nostra vita a mentire a noi stessi o forse…

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2 risposte a

  1. Giuseppe ha detto:

    is very deep…
    Tvb

  2. Maria Rosaria ha detto:

    Ripeto…very deep..stavolta lo scrivo dal mio indirizzo e non da quello di mio marito. Amo sei GRANDE!!!

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